LA TRAVERSATA DELLE TRE LIMENTRE

LUOGO: Valle del Limentra (PT)

TEMPO DI PERCORRENZA: circa 7 ore

LUNGHEZZA: 30 km

ADATTO A CHI: escursione di media difficoltà, si consiglia questo trekking a chi ha gia esperienze con percorsi di media lunga lunghezza. 


Si tratta di un sentiero di grande interesse, che partendo da Casa di Bettini, posto sul crinale fra la valle del Reno e la valle della Limentra di Sambuca, attraversa le valli della Limentra, della Limentrella e della Limentra Orientale, dopo aver scavalcato i crinali compresi fra questi corsi d'acqua.

La Traversata delle Tre Limentre tocca alcuni dei centri più significativi delle tre valli e precisamente: Casa Bettini, il Castello di Sambuca, Taviano, Caviana, Collina di Treppio, Castello di Treppio, Treppio, Torri, L'Acqua, per congiungersi poi con la GEA (Grande Escursione Appenninica) nei pressi di Pian della Rasa (Rifugio Pacini).
Dalla piazzetta centrale di Casa Bettini, che è un bel borgo ben conservato posto in posizione panoramica, scendere verso Sud fino ad attraversare la strada asfaltata prendendo una via selciata in costante discesa. All'inizio della stessa, dopo una breve deviazione sulla destra si può passare accanto ad una bella fonte con lavatoio: notevole il fatto che nell'acqua del lavatoio sono facilmente visibili alcuni anfibi: Rane e Tritoni. Ritornati sulla via, che è una vecchia strada comunale, si attraversano castagneti posti a metà costa del versante sinistro della valle della Limentra di Sambuca. Di notevole interesse un tabernacolo a pilastrino, localmente detto la Madonnina dei Fossi. Appena superato in discesa un bivio di sentieri (a destra in salita si sale a Casa Sedoni), a monte di un'abetina è visibile una struttura in rovina: è il Mulinaccio, i ruderi di un antico mulino che prendeva acqua da una ricca fonte che si trova a monte dello stesso. La via selciata, poco più avanti, diviene particolarmente interessante per la presenza di un paio di tornanti, tutti in muro a secco. In pochi minuti si giunge al Castello di Sambuca, di cui è possibile visitare i resti, ancora imponenti, la rocca ed il paese arroccato attorno ad essi. Dalla bella fontana si ha una suggestiva visione sulla verde valle della Limentra, costellata di isolati borghi. Si scende poi per strada asfaltata verso il Convento di Santa Maria del Giglio (sec. XVIII), dove si abbandona l'asfalto e si prende una stradina selciata a sinistra, in corrispondenza del tornante di fronte alla chiesetta del Convento.
In venti minuti scarsi di ripida discesa, per bella via selciata, detta la Strada della Serra nelle carte granducali e nota oggi come la Via degli innamorati, si giunge a uno stretto ponte in pietra sulla Limentra e si passa accanto alla chiesetta di Sant'Antonio.
Siamo a Taviano, che si onora di aver dato i natali a Michele Barbi (Taviano 1867-Firenze 1941), professore all'Università di Firenze, studioso del Boccaccio e del Sacchetti nonché cultore della poesia popolare italiana. A Taviano si trova il caratteristico Palazzo Comunale.
Giunti, come detto, presso la chiesetta si prende a destra per la Statale Porrettana, in direzione di Pistoia. Poche decine di metri e si abbandona la Statale per prendere una mulattiera a sinistra in salita (presso una cabina di trasformazione elettrica): dopo venti minuti di salita si è a Falabuia, piccolo gruppo di case, e dopo altrettanti minuti a Caviana, grazioso paesetto affacciato, in amena posizione, su una verde valle.
Si continua a salire per strada carrozzabile fino ad alcune case (Casa Mignani), in corrispondenza ad uno stretto crinale. Qui si abbandona la strada e sulla destra della stessa si prende per sentiero (anch'esso una volta strada comunale) che taglia trasversalmente una sponda per lo più sassosa, volta a mezzogiorno. Tale sentiero, in alcuni punti ancora selciato e talora ricavato su ripidi pendii con muri di sostegno in sasso, porta «con ardua salita» ad un passo a quota 1087, per scendere poi nella valle della Limentrella.
Nei pressi del passo, poco a destra ed a monte dello stesso, cercare La Memoria, un cippo funebre alla memoria di Magnino Magni, partigiano caduto combattendo su queste montagne. Ritornati al passo, scendere dalla parte opposta rispetto alla precedente direzione di marcia, in discesa. L'ambiente cambia: non più boschi, ma antichi campi ora invasi da rovi, pruni, biancospini, ginestre. Si passa accanto ad un edificio agricolo: la Casetta bruciata, ed in pochi minuti si giunge al borgo detto Collina di Treppio. L'itinerario prosegue toccando Panigale, piccola frazione posta al centro di un'ampia radura, e dopo non molto Castello di Treppio, borgata situata su un poggio da cui si domina la valle della Limentrella: prende il nome da un castello pistoiese di età comunale che ivi si trovava e di cui peraltro non rimane traccia.
Dopodiche si scende poi passando per La Vandaia, Le Selve e quindi Lavacchio. Siamo nella parte alta di Treppio, uno dei centri principali del Comune. Treppio ha origini antiche ed è menzionato per la prima volta nel 1086, quando il suo territorio era compreso nel feudo dei signori di Stagno.
Nella prima metà del sec. XIII era già un importante comune rurale e, insieme a Sambuca, Torri e Fossato, faceva parte di un potente sistema di difesa sul confine del territorio verso Bologna. Di notevole interesse la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, costruita nella prima metà del 1700. Attraversato il paese, in località La Piazza, inizia la seconda parte della Traversata delle Tre Limentre: cambia la numerazione, che diviene CAI 21.
Qui inizia una ripida salita lungo una bella mulattiera selciata costruita veramente a regola d'arte, con alti muri a monte ed a valle per formare stretti tornanti. Questo percorso, oggi meta turistica, è stato fino agli anni Sessanta l'unica via di collegamento fra il paese di Torri e quello di Treppio. 
La strada che stiamo percorrendo è detta della Castellina, e prende il nome dalla zona boscata attraversata. Al termine della strada selciata; troviamo sulla nostra destra una grossa roccia che presenta molte incisioni: è il Sasso di Catiro. Continuando a salire, si ha una completa visuale sul paese di Treppio, che non ha la tipica conformazione dei paesi montani, ma si presenta con gruppi di case sparse, fra le quali emerge il campanile della chiesa di San Michele Arcangelo. 
Proseguendo si raggiunge Cerro, dove ci inseriamo in una strada da bosco che prendiamo a sinistra. 
Proseguiamo dunque per la strada da bosco e, superato il Fosso Grande, in pochi minuti si raggiunge la strada asfaltata Lentula-Torri, in località Pianacci. Si prosegue a destra per pochi metri, per poi girare nuovamente a destra in un sentiero che in pochi minuti, attraversando l'antica località di Monticelli. Proseguiamo, addentrandoci nel piccolo borgo montano, caratterizzato dalla chiesa di Santa Maria Assunta, anticamente dedicata a San Biagio. L'imponente edificio con torre campanaria di epoca settecentesca, sorge su rilievo naturale di roccia, quasi a dominare l'intera vallata della Limentra Orientale.
Si attraversa il paese, ed all'altezza del pozzo lavatoio troviamo il sentiero CAI 11/A che conduce al Rifugio La Ca'.
Si continua seguendo sempre il sentiero CAI 21, ed in pochi minuti si raggiunge la ridente borgata de Il Casone. Qui termina la strada rotabile. Si prende un sentiero in lieve di scesa. Proseguendo si giunge in località Volotto, in cui restano i ruderi della casa di un pastore e dove oggi vive un gruppo di giovani del Popolo Elfico. Poco dopo incontriamo un punto panoramico sul paese de L'Acqua, per poi giungere a La Casellina. Si entra quindi in un sentiero che conduce, nei pressi di Case al Bosco, in località Il Pianello, dove incontriamo una strada sterrata ed un tabernacolo. Si prosegue sulla sinistra ed in pochi minuti si raggiunge il paese de L'Acqua, dove possiamo trovare ristoro.
Al di là del fiume entriamo nel Comune di Cantagallo, in provincia di Prato: un sentiero in salita collega L'Acqua con il Pian della Rasa, dove ci accoglie il Rifugio Pacini (CAI di Prato), posto lungo la grande escursione appenninica GEA-SI.

BUONA ESCURSIONE!