COSA SI MANGIA NELL' APPENNINO TOSCO EMILIANO?

Cosa si mangia da queste parti? Queste sono le tante domande che i turisti si fanno quando vengono nelle nostre montagne.

Oggi vi vogliamo portare alla scoperta di alcuni dei prodotti tipici e cibi del nostro Appennino in quanto, grazie al clima e alla sua composizione, sono numerose le peculiarità culinarie.

Partiamo con il mirtillo nero che è alla base innumerevoli piatti, contorni, dolci e liquori del nostro territorio; uno fra tutti è il Mirtillino. Oltre ad essere ad essere un’ottima materia prima, questa bacca è fonte di numerose proprietà terapeutiche e trova numerosi utilizzi anche nell’ambito omeopatico, il che lo rende molto ricercato.

Appartenente alla famiglia dell’ericacea e al genere dei vaccinium, cresce allo stato spontaneo nel nostro appennino che è la parte più a sud d’Europa dove si può trovare. Raccolto all’ interno del Parco del Frignano, viene distinto con ha il marchio “Mirtillo Nero Dell’Appennino Modenese” e con certificazione biologica ICEA. I frutti sono bacche sub-sferiche dalle dimensioni di circa 6-8 mm di diametro, la parte esterna è di colore nero-bluastro, ricoperta di pruina, il colore della polpa è rosso-bluastra e tingente, il sapore caratteristico, gradevole, di tipo agrodolce, leggermente astringente.

Tra le altre peculiarità spiccano sicuramente i funghi, il più noto è il Porcino. Cresce nei boschi cedui a fine estate e in autunno, essiccati o freschi, entrano a far parte di tutti i menu tradizionali di montagna: sott'olio, in padella, alla piastra, crudi tagliati sottilissimi, con scaglie di Parmigiano Reggiano, nel sugo delle tagliatelle, oppure con i tortelli e gli gnocchi di patate.

Il cappello ha un diametro di 8-25 cm emisferico da giovane, quindi convesso, poi piano-convesso, fino a divenire completamente appianato. Il colore varia dal bruno-fulvo al bruno-grigiastro fino a diverse tonalità di nocciola; l’altezza del gambo varia dai 7 ai 20 cm mentre il suo diametro è compreso tra i 4 e i 10 cm. Cresce nelle aree sotto il faggio ma è altresì rinvenibile sotto abete e castagno, è raro sotto altre essenze arboree. La vischiosità del cappello e il margine biancastro sono segni particolari di un fungo comunque sostanzialmente inconfondibile.

Questo prodotto eccellente viene utilizzato nella preparazione di antipasti quali crostini o insalate oppure primi piatti quali tagliatelle ai funghi o le tipiche rosette.

Proseguiamo con la squisita caciotta della lunigiana, si presenta in pezzature medio-piccole, ha forma tonda irregolare, colore bianco giallastro, sapore leggermente salato e odore intenso.

Dopo la mungitura il latte viene messo in un paiolo di rame, scaldato a 30-35°C e fatto cagliare. La cagliata viene rotta con un bastone di legno e scaldata nuovamente a 30-35°C, separata dal siero e sistemata in formelle di legno; successivamente il formaggio viene posto su assi di legno a sgocciolare e asciugare e poi salato girandolo periodicamente. Si produce per tutto l'arco dell'anno.

Un altro cibo tipico del nostro Appennino è sicuramente il Castagnaccio.

Il castagnaccio è il tipico dolce fatto di farina di castagne. Di colore marrone, più o meno scuro a seconda della farina utilizzata, ha spessore contenuto e consistenza compatta ma morbida deve essere consumato fresco.

Il castagnaccio si produce in particolare nei comuni di Comano e Fivizzano, provincia di Massa Carrara all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.

Nella parte Toscana in particolare in quella pistoiese invece si trovano i Necci.

Si tratta di una ricetta molto povera che prevede l’uso di ingredienti semplici e di stagione. Un tempo venivano fatti semplicemente mescolando la farina di castagne con acqua ed appena un pizzico di sale per poi accompagnarli con ricotta, nutella o salumi toscani.

Sono dolci simili alle crepes, devono avere la consistenza delle frittelle e vanno serviti arrotolati e gustati subito.

Nella tradizione i necci venivano cotti nei testi, delle pale di ferro con un lungo manico che venivano unte leggermente, scaldate sul fuoco e accoppiate per far cuocere il neccio.


Questi cibi e prodotti tipici non sono gli unici! Prossimamente un altro bell’articolo con altre pietanze delle nostre montagne!


Vi abbiamo fatto venire un po' di fame?

Vi aspettiamo nell’Appennino Tosco Emiliano!